SOLARBRUSH
Solarbrush nasce dall’incontro tra Marco Sbardella e Jacopo Duranti, due artisti romani che condividono una ricerca visiva orientata alla sperimentazione e a nuovi modi di osservare il mondo. Il progetto prende forma nel 2022 come spazio di indagine sul rapporto tra immagine, tempo e trasformazione, e diventa dal 2023 un percorso espositivo che attraversa mostre, spazi culturali e gallerie della città di Roma.
Al centro della ricerca di Solarbrush c’è la solarigrafia, una tecnica fotografica essenziale e radicale che permette di rendere visibile il movimento del tempo attraverso il percorso del sole. Le immagini non nascono da un istante ma da una lunga durata. Non registrano un momento ma un processo. Il sole lascia la propria traccia nel cielo giorno dopo giorno, disegnando linee che raccontano il passaggio delle stagioni e il mutamento della luce.
Le fotocamere utilizzate sono costruite dagli stessi artisti. Sono strumenti minimi, privi di obiettivo, affidati a un piccolo foro e a materiali sensibili alla luce. Vengono collocate nello spazio urbano o naturale e restano immobili per mesi, a volte per anni. Durante questo tempo sono esposte agli agenti atmosferici, al caso, alla presenza umana. Possono essere spostate, danneggiate o scomparire. L’esito dell’immagine non è mai garantito e fa parte integrante dell’opera.
La solarigrafia richiede conoscenza e attesa. È necessario comprendere l’orientamento dei luoghi, il cammino del sole, il ritmo lento della luce. Molti lavori di Solarbrush si sviluppano nell’arco di circa sei mesi, dal solstizio d’estate a quello d’inverno, quando il sole compie il suo movimento più estremo, dal punto più alto a quello più basso dell’orizzonte. In questo arco di tempo l’immagine si costruisce lentamente, accumulando tracce e trasformazioni.
Con Solarbrush, il tempo non è solo un tema ma una vera e propria materia. Le fotografie rendono visibile ciò che normalmente sfugge allo sguardo, mostrando in un’unica immagine una durata che attraversa giorni, stagioni e cambiamenti. La lentezza, l’imprevedibilità e la pazienza diventano elementi fondamentali del processo creativo. L’opera finale è il risultato di una collaborazione silenziosa tra gli artisti, il sole e il tempo stesso, e invita lo spettatore a fermarsi, osservare e ripensare il proprio rapporto con la realtà e con il tempo che la attraversa.



