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MARCO GOI
 
 
NICOLE COVA
 

VENUTO A GALLA

Venuto a galla di Marco Goi e Nicole Cova a cura di Altamira Aps è un’installazione sonora e partecipativa che costruisce uno spazio di ascolto, prossimità e relazione. Cinque storie, affidate alle voci di Amalia, Cla, Theo, Joe e Bruna, compongono un racconto frammentato e polifonico: stralci di vita che si sfiorano, si sovrappongono e talvolta si richiamano, restituendo prospettive parziali e intime

Ogni narrazione affronta tematiche sensibili e trasversali, dalla depressione all’elaborazione del lutto, dall’uso di sostanze alle questioni identitarie e relazionali, senza offrire spiegazioni o soluzioni, ma lasciando emergere la complessità dell’esperienza umana. Sedie e cuffie fanno parte dell’installazione: l’ascolto, mediato dalle cuffie, favorisce un’immersione profonda nel punto di vista dei personaggi, mentre la disposizione circolare delle sedute genera una tensione silenziosa tra i corpi presenti, rendendo l’esperienza al tempo stesso individuale e condivisa

Venuto a galla nasce con lo scopo di trasformare le storie e l’ascolto in un’esperienza collettiva: nei luoghi presso cui sarà visitabile il visitatore potrà lasciare un messaggio, sotto forma di lettera, destinato a uno o più personaggi. Le lettere, raccolte in un casellario, costituiranno un archivio vivo di parole anonime, intime, spesso fragili.

Nicole Cova (1997) è curatrice e artista visiva. La sua ricerca si muove tra cultura visuale, iconografia e pratiche di arte relazionale, indagando il potenziale del linguaggio artistico come strumento di analisi e attivazione delle dinamiche sociali. Il suo lavoro si sviluppa attraverso la scrittura critica, la progettazione curatoriale e una pittura figurativa e gestuale, intesa come spazio di osservazione delle dimensioni più intime dell’individuo. Il suo approccio considera l’arte come un dispositivo di studio antropologico della contemporaneità, capace di far emergere relazioni, tensioni e strutture invisibili che attraversano l’esperienza collettiva. L’attenzione ai meccanismi psicologici e alle forme di costruzione dell’identità si traduce in progetti che privilegiano l’ascolto, la partecipazione e la stratificazione dei punti di vista. Accanto all’attività curatoriale e di ricerca, ha collaborato con istituzioni museali e realtà espositive in ambito nazionale e internazionale.

Marco Goi (1991) è pittore e artista visivo. La sua ricerca nasce dalla casualità come metodo operativo e dalla pittura come spazio di esplorazione percettiva e mentale. Il processo creativo si fonda su un dialogo continuo tra forma e ambiguità, pareidolia e riconoscimento, in cui l’immagine emerge progressivamente attraverso cambi di prospettiva e sovrapposizioni di senso.
La tela diventa un luogo di sperimentazione libera, attraversato da differenti strati di verità che convivono fino a quando uno non si impone sugli altri. Il soggetto finale conserva le tracce del processo che lo ha generato, come manifestazione di una visione estratta dal subconscio. Accanto alla pratica pittorica, il suo interesse si estende alla dimensione collettiva del fare artistico, alla collaborazione e alla costruzione di progetti corali, intesi come spazi di confronto, cura e trasformazione condivisa.