“Quattro” di Gaia Credentino a cura di Altamira Aps è un progetto fotografico e autobiografico che racconta il legame tra l’autrice e suo fratello Giorgio, ragazzo autistico, trasformando un archivio familiare in un diario condiviso. Attraverso fotografie, appunti, disegni e interventi grafici realizzati nel tempo, il progetto costruisce un racconto intimo che riflette sulla relazione, sulla memoria e sulle diverse modalità di abitare il mondo.
Le immagini non intendono documentare l’autismo né offrirne una rappresentazione esaustiva, ma restituiscono la quotidianità di un rapporto fatto di gesti, spazi, silenzi e affetto. Il diario, nato come quaderno personale sul quale Giorgio interveniva scegliendo fotografie, colorandole o scrivendovi sopra, diventa parte integrante dell’opera e testimonia una narrazione costruita a quattro mani, in cui i confini tra autrice e soggetto si dissolvono.
“Quattro” nasce come libro fotografico e si sviluppa come progetto espositivo mantenendo la struttura del diario originale: fotografie e pagine manoscritte dialogano nello spazio, creando un percorso che invita il visitatore a entrare con delicatezza nell’intimità di una storia familiare. L’allestimento trasforma l’archivio personale in un luogo di incontro, proponendo una riflessione sulla cura, sulla rappresentazione della disabilità e sulla possibilità di costruire nuove forme di ascolto attraverso l’immagine.
Gaia Credentino è fotografa e artista visiva. La sua ricerca si sviluppa attorno alla fotografia come pratica di relazione, memoria e ascolto, indagando la dimensione intima delle persone e il modo in cui immagini, archivi e tracce del quotidiano possono trasformarsi in dispositivi di racconto. Costruisce narrazioni in cui il confine tra documento e vissuto personale si fa sottile, lasciando spazio a una riflessione sulle relazioni, sull’identità e sulla cura. Attraverso il media fotografico abbina ricerca sul campo, produzione di immagini e processi collaborativi. Accanto ai progetti personali, sviluppa laboratori partecipativi e percorsi dedicati a persone autistiche, concependo la fotografia come strumento di espressione, dialogo e costruzione di uno sguardo condiviso. Collabora inoltre con artisti e realtà della scena musicale emergente. L’esperienza maturata nell’ambito museale e nell’organizzazione di mostre ha consolidato il suo interesse per la dimensione espositiva dell’immagine, intesa non solo come oggetto da osservare, ma come spazio di incontro. Il suo lavoro è stato presentato in contesti espositivi nazionali e internazionali, tra cui Paratissima (Torino), Council Gallery (Tokyo), BV Gallery (Klagenfurt) e Forum Austriaco di Cultura (Roma).